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 TRE LEGGENDE POPOLARI

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Il diavolo e la Bisalta
Un montanaro, dopo una robusta libagione, tornava di notte al suo casolare imprecando contro il massiccio della Bisalta che impediva alla luna di rischiarargli il cammino.- Il diavolo ti porti! - gridò, e il diavolo, prendendolo in parola, stabilì un patto che il montanaro siglò.Tosto una masnada di diavoletti prese a picconare la montagna. All'alba Belzebù, accingendosi a registrare il contratto, s'accorse di essere stato raggirato: il montanaro, furbescamente aveva firmato con una croce!
- Fermate i lavori! - urlò, e i diavoletti sparirono abbandonando la Risalta che appare ancor oggi scavata in profondi canaloni scoscesi e paralleli.
Riferimenti: morfologici

 

La nascita del torrente Colla
In Bisalta, da tempi immemorabili, esisteva una tesoro ricchissimo chenon mancava di attirare desideri impossibili. Molti avevano tentato di avvicinarsi al Tinel che nelle notti di luna piena brillava di luce dorata, ma mai avevano fatto ritorno: un drago ferocissimo vigi-lava e custodiva l'ingresso della caverna. Finchè un cavaliere misterioso giunse ad affrontare il mostro. La lotta si protrasse per giorni e notti, urla e fiamme salivano al cielo, la terra tremava. Alla fine del terzo giorno il drago, ferito a morte, crollò bloccando con il suo corpo la caverna. Il lungo collo si adagiò sul digradante pendio e dalla ferita mortale prese a sgorgare un liquido verdastro che pian piano schiarì. Era nato il torrente Colla!

Riferimenti: geologici per presenza di minerali come porfiroidi (besimaudite) e uranio

 

La Rana Gioana
La Rana Gioana (Regina Giovanna d'Angiò - detta "la pazza"), dal suo castello della Renostia (da Rejna=regina e ostia=porta) governava imponendo soprusi e tasse esorbitanti, inoltre tremende calamità si abbattevano sul territorio bovesano. Una delegazione di cittadini osò rivolgersi direttamente alla regina e la pregò di lasciare il castello e di proseguire il suo viaggio per il regno di Napoli.- Certo - rispose la Rana Gioana - se però voi mi procurerete un paio di scarpe adatto ai miei delicati piedini! - Mille tentativi di indovinare il modello giusto andarono a vuoto, finchè una furba servetta riuscì a prendere, spargendo farina sul sentiero, l'impronta per-fetta dei piedi della regina: erano zampe di gallina! Come promesso, la regina se n'andò con tutto il suo seguito.

Riferimenti: storici (deminazione angioina) con toponimi ancora in uso.
Bibliografia: AA.VV. - BOVES - Voci e immagini di una Comunità - Ed. Primalpe
A, Mottini - MEMORIE STORICHE di BOVES - Ed. Tip. Subalpina

 
 

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