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BOVES - CITTA' MARTIRE E CULLA DELLA RESISTENZA.


Durante il periodo della GUERRA di LIBERAZIONE (1943-45) lunghi giorni di lotta disperata, mesi e mesi di sacrifici e di sofferenze, subì sopraffazioni e violenze combattendo una battaglia non solo militare, ma anche civile e sociale per il ricatto della LIBERTA' e della dignità umana.

Per questo è città insignita di medaglia d'oro al VALOR MILITARE e al VALOR CIVILE.

 

Significative alcune date salienti di questo periodo storico:
8 settembre 1943 - Molti militari della 4 armata, dopo lo sbandamento dell'esercito italiano, a seguito dell'armistizio di Cassabile, dalla Francia raggiungono Boves attraverso le montagne e con il loro Capitano Ignazio Vian si asserragliano sulle pendici della Bisalta.
Si costituiscono i primi gruppi di "sbandati".

10 settembre 1943 - La strada verso la pianura e Torino è tagliata dalla massiccia presenza di truppe tedesche che iniziano l'occupazione e minacciano di rappresaglia i "ribelli" della Bisalta.NASCE LA RESISTENZA ARMATA.
13 settembre 1943 - Prima incursione di truppe tedesche a Boves.
Il maggiore Peiper, comandante del battaglione di SS occupa la città e ordina con un "bando" la resa dei Partigiani, pena la distruzione del paese.
16 settembre 1943 - Seconda incursione delle SS tedesche che si accaniscono con le prime cannonate sui casolari delle colline circostanti.
19 settembre 1943 - Due soldati tedeschi, sopraggiunti in Boves provocatoriamente (si è cercato il "casus belli"), sono fatti prigionieri da un gruppo di Partigiani. Subito la città viene occupata in forze dalle truppe del Maggiore Peiper che ordina a due ambasciatori - il parroco Don Giuseppe Bernardi e l'industriale Antonio Vassallo di convincere i "Ribelli" a restituire i prigionieri. A restituzione avvenuta, mancando alla parola data, ne ordina l'uccisione e ne brucia i cadaveri. Nel frattempo Boves viene incendiata.
Si conteranno almeno 350 case distrutte e 45 civili uccisi.
31 dic 1943/1-2-3 gen 1944 - Boves subisce un secondo massiccio attacco delle truppe di Peiper: per quattro giorni mettono a ferro e fuoco la periferia del paese e le frazioni della Bisalta. Per altri 16 mesi continua il periodo di occupazione con rappresaglie, soprusi, violenze, soprattutto sulla popolazione, nel tentativo di fiaccare la "resistenza" sia armata che civile.
26 aprile 1945 - A LIBERAZIONE ormai avvenuta, ultima rappresaglia. Le truppe tedesche in ritirata fucilano ancora 9 bovesani prelevandoli dopo la mezzanotte dalle loro case.

 

Le vicende di quel periodo storico sottolineano che l'amore per la libertà, la democrazia, la pace, è patrimonio fondamentale della gente di Boves, ieri come oggi.
La SCUOLA DI PACE per la formazione di operatori di pace, sorta nel 1984 e la definiione di Boves "capoluogo di pace" testimoniano questo anelito forse anche per il futuro.

 
 

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